donne a caccia
"Un uomo purché sia. Donne in attesa dell'amore" di Gianna Schelotto.
Ecco cosa, secondo l'esperta, bisogna evitare quando si cerca di innamorarsi:
Non cadere nella trappola dell'ansia. Desiderare un compagno è legittimo. Desiderarlo come se fosse la unica nostra fonte di ossigeno no. Se è così che si vive l'amore vuol dire che alla base ci sono dei nostri problemi irrisolti: affrontarli è fondamentale per innamorarsi bene.
Non essere autoriferiti. Le persone che parlano solo di sé e vedono solo se stesse sono noiose e scoraggianti.
Non accontentarsi. Va bene non pretendere l'impossibile, ma anche eccedere nel senso contario è un rischio. Ci sono degli standard di soddisfazione (ognuno ha i propri) al di sotto dei quali non bisogna scendere. Pena inondare di risentimento e astio il rapporto.
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AL MONDO NON CI SIAMO SOLO NOI di Stefania Ragusa
Carissime amiche, i vostri nomi rimarranno segreti, le cose che ho da dirvi no e spero che non me ne vorrete. Da anni vi vedo all'opera, raccolgo i vostri sfoghi, partecipo alle vostre elucubrazioni, faccio il tifo e mille volte mi sono dispiaciuta per voi e assieme a voi. A un certo punto, però, il dispiacere ha ceduto il passo alle perplessità. Non poteva essere solo sfortuna se vi capitavano sempre uomini deludenti, portatori di doppie o triple vite, rapaci e insensibili... Doveva esserci anche una responsabilità da parte vostra. Ho provato a guardarvi con occhi diversi, più critici, e mi è sembrato che, nel vostro approccio con l'altro sesso, prevalga un'inclinazione prevalentemente consumista. Provo a spiegarmi meglio: gli uomini vi piacciono molto e li desiderate sinceramente, ma proprio per questo, forse, non riuscite a percepirli come sogetti con cui interagire alla pari. Piuttosto vi appaiono come preziosi e agognati deus ex machina, a cui chiedere una cosa precisa e impossibile: rendervi felici, darvi luce e completezza, risolvervi la vita.
Una mission, questa, che evidentemente non pensate di potere o, meglio ancora, dovere, portare avanti da sole.
E' naturale che da una potenziale divinità risolutrice ci si aspetti molto, moltissimo, anche se, a ben vedere, si tratta di desideri standard e poco articolati. Dunque, Lui dovrà possedere simpatia, sensibilità, titolo di studio, generosità, sicurezza, solvibilità, lealtà, e molte altre virtù. Non le ha? Ecco allora il disappunto, la delusione e, spesso, la sentenza inappellabile: non era quello giusto.
Ho sentito mille volte questa frase e, lo confesso, la detesto con tutte le mie forze.
Le parole che usiamo non sono mai neutre, veicolano e modellano i nostri pensieri. Chi ha anche solo un po' di dimestichezza con la filosofia del linguaggio lo sa perfettamente. Nel caso specifico, distinguere tra uomini giusti e sbagliati fornisce un alibi formidabile per tirarsi fuori dalla responsabilità di essere in una relazione. Se è lui che non va bene, che motivo abbiamo di interrogarci su di noi? Di chiederci, per esempio, cosa siamo disposte a dare in un rapporto o se possediamo almeno qualcuna delle virtù che pretendiamo? Se è lui che non va bene, possiamo non preoccuparcene e ricominciare la ricerca o, meglio ancora, la caccia, continuando a fissare con molta attenzione...il nostro ombelico! La questione in fondo è tutta qui. Fino a quando si resta concentrati su se stessi e si usano le proprie aspettative come misura di tutte le cose, fino a quando si considerano gli altri non persone come noi, bensì strumenti più o meno approppriati alla realizzazione dei nostri programmi, creare le condizioni per una relazione che sia d'amore e non di consumo è praticamente impossibile, anche quando l'obiettivo è effettivamente allettante.
Io credo, care amiche, che chi voglia davvero innamorarsi (cosa diversa dall'avere un uomo) dovrebbe in primo luogo fare un passo indietro e imparare a dare spazio agli altri.
Non mi riferisco qui solo ai potenziali partner ma anche agli amici, ai colleghi, agli incontri casuali.
Rimpicciolire l'Io non solo non è facile, ma rappresenta un'operazione in controtendenza.
Viviamo infatti in una società che spinge verso l'individualismo sfrenato. Sottrarsi a tale influenza è una vera sfida, però -ne sono fermamente convinta- accettarla conviene. Sarà come sterzare a 180° e cambiare visione del mondo. Ci si accorgerà, allora, che esso è pieno di gente, situazioni, problemi, cose da fare e da disfare; verrà voglia di agire e di uscire dalla dimensione attendista, quella per cui sono sempre gli altri a doverci dare attenzione, ascolto, sollievo. Il bisogno di cacciare sarà meno impellente, perché la vita apparirà più piena. E voi, amiche, vi scoprirete più belle e attraenti, e lo sarete anche agli occhi degli agognati uomini.
L'AMORE HA UNA SUA LOGICA, SCOPRIAMOLA! di Paola Bianchini
Chi cerca trova, dice il proverbio. Ma in questo caso è vero il contrario: chi non cerca viene trovato dall'amore. Le aspettative delle donne a caccia si basano sull'idea di poter determinare, dirigere questo sentimento (e gli eventi che a esso si collegano) col buon senso, la ragione o il calcolo. Ma l'amore non è qualcosa che si ha o si possiede, bensì una forza che viene a possederci e che risponde a ben precise ma imprevedibili alchimie dell'anima. L'essenza dell'amore è spiegata magnificamente nella mitologia greca. Eros, gli antichi lo sapevano, è figlio di Penia (Povertà) e Poros (Espediente). Ed è l'espediente. La soluzione che permette agli esseri umani di riconoscere la propria metà mancante e trasformarsi in creature complete. La logica di cui ci si serve in questo processo è diversa da quella che utilizziamo nelle scelte di lavoro o negli acquisti. Non si tratta di selezionare l'articolo migliore al minor prezzo o la possibilità più promettente, ma di percepire una particolare vibrazione tra noi e un'altra persona, un'affinità che dipende dalla nostra storia e dal nostro inconscio, in altre parole dalla nostra "parte oscura". Care, carissime cacciatrici, è inutile affannarsi a creare occasioni di incontro e circostanze che favoriscano l'amore. Non c'è niente di esterno che riesca a propiziare quest'evento. Ciò che possiamo fare, caso mai, è prepararci nell'interiorità, liberandoci dalla paura di restare sole, dai condizionamenti esterni, curando i nostri affetti, coltivando la capacità di meravigliarci di fronte alla vita e di custodire le nostre sensazioni. Sono questa disponibilità e questa libertà interiore a fare la differenza. Senza di esse finiamo con l'ingaggiare un estenuante braccio di ferro con l'esterno, portato avanti a colpi di happy hour o cene por single, che (l'esperienza lo dimostra) non produce risultati apprezzabili e certemente non giova alla nostra autostima.
IMPARIAMO A FIDARCI DEGLI UOMINI - Susanna Schimperna
Carissime, le donne che desiderano l'amore ma non riescono a trovarlo (e sono tante, di ogni età) quasi sempre sono intrappolate in una contraddizione. Da un lato pensano che avere un compagno sia molto importante, per la propria realizzazione ma anche per una questione identitaria (anni di femminismo non saranno passati invano?), dall'altro hanno una bassissima considerazione degli uomini. Si aspettano che dietro ognuno di essi ci sia un mascalzone, pronto a saltar fuori e a prendersi gioco di loro. Questa visione è un fardello pesantissimo e un ostacolo all'amore. Gli uomini infatti sono creature semplici ma anche molto sensibili. Se una donna si rapporta a loro aggrappandosi a questo miscuglio di desiderio ansioso e sfiducia, se ne accorgono e agiscono di conseguenza, dando il peggio di sé. Al contrario, un uomo che si sente riconosciuto e apprezzato per quello che è (Giovanni, Giacomo, Luciano...) e non per quello che rappresenta (un buon partito, l'occasione da non farsi scappare...) si lega profondamente e offre il meglio alla donna che lo ha riconosciuto. La ricetta per uscire da questa impasse, in fondo, è semplice: si tratta di liberarsi dai pregiudizi e di cominciare a giocare (ovviamente in modo ragionevole) la carta della fiducia.
Ma come riuscirci? Io credo che si possa fare nel classico modo con cui si superano i razzismi (anche la sfiducia verso il maschio è una forma di razzismo) attraverso la conoscenza. Si tratta di cercare di entrare un po' di più nell'animo maschile, di coglierne le similitudini con il nostro, di non esasperare le differenze.
Una volta capito che gli uomini sono come noi, esseri umani che non hanno il potere di risolverci la vita ma neanche la vocazione di distruggercela, che non c'è ragione di mitizzarli o di temerli a priori, finalmente potremo lasciarci andare e godere della loro compagnia.
COLTIVIAMO LE NOSTRE PASSIONI - Geppi Cucciari
Lasciate perdere i corsi, i seminari, i workshop (a meno che non vi interessino veramenete): in genere, vi si incontrano solo donne che vorrebbero allargare il proprio giro maschile.
Lasciate perdere le discoteche: sono piene di ragazzini o di uomini adulti che cercano ragazzine.
Non puntate poi neanche sui matrimoni: si mangia troppo e non si fanno incontri interessanti. Niente uscite in formazione: quattro donne insieme fanno già effetto arrembaggio. Io sconsiglio vivamente a tutte le donne che cercano l'amore e non lo trovano di insistere a cercarlo. La cosa da fare è cominciare a divertirsi. Tutte le persone, anche quelle che più soffrono per il fatto di non avere un fidanzato, hanno degli interessi, un'attitudine, una vocazione, qualcosa insomma a cui dare spazio per passare piacevolmente il tempo, sentirsi gratificate. Ecco, una volta individuate quali sono le vostre, dateci dentro. Non c'è niente di più erotico e attraente di una persona con delle passioni e degli interessi. E non c'è niente di più facile di aggregare attorno a questi interessi le persone che ci assomigliano e che potrebbero corrisponderci.
E' L'ORA DI FARE LA PACE - Franco La Cecla
Carissime donne a caccia, vi guardo con molta simpatia e indulgenza e penso di capire la vostra fatica e la vostra delusione. Assomiglia un po' a quella che noi uomini abbiamo sperimentato a lungo. E' una fatica legata in gran parte alle interferenze esterne, alla censura culturale che, nonostante le apparenze, soffoca la libertà del desiderio. In passato le cose erano molto più chiare: c'era un'età per svolazzare, una per il matrimonio, una per la rassegnazione e c'erano schemi di comportamento codificati. Oggi è tutto mescolato, l'età anagrafica non corrisponde quasi mai a quella di mente e cuore ed è complicato trovare le modalità "giuste" di comportamento quando si cerca l'amore ma anche quando si vorrebbe (e che male c'è?) giocare e divertirsi. Ecco, allora, gli equivoci, i fraintendimenti, le delusioni. Il problema però non è solo delle donne, riguarda anche noi. La cosa più sensata sarebbe dunque cercare di affrontarlo insieme, come bravi soci. Invece la guerra dei sessi, questo sistema di aspettative incrociate e deluse, imperversa come non mai. Che paradosso! La pace è per me la nostra unica possibilità.
Postato da: NonSoCosaDireAvendoTantoDaDire alle 13:36 | plink |
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