Al di là di TUTTO ci siete voi
Vedere il degrado fisico e mentale dei propri genitori anziani, una volta così attivi e pieni di verve, è uno strazio; un dolore penetrante che non cessa mai di farti compagnia, con picchi maggiori quando ce li hai proprio lì, davanti agli occhi.
E che dire dei LORO occhi. Spesso chiusi, specialmente quando devono ricordare (anche se è il pasto di un'ora prima, che poi non ricordano già più...). Oppure smarriti, che ti sbirciano un po' vacui, come se avessero perso il filo, ma di quale argomento boh...neppure loro lo sanno...
E gli chiedi una cosa banalissima e ti guardano muti...non sanno cosa dire...
Oppure ti ripetono una cosa, la stessa, per 15-20 volte di fila.
Mio papà spesso mi piglia per sua sorella (che poi ne aveva ben tre, chissà a quale pensa); e quando lo saluto per andarmene mi dice sempre: "Ma dove vai?". Fino a meno di un paio d'anni fa aggiungeva sempre: "Ricordati che questa è casa tua". Quel suo madovevai vorrebbe quasi trattenermi, credo. Al di là di tutto sente che c'è un forte legame affettivo.
E lo sento anch'io, al di la di TUTTO, papà.
Mia mamma legge senza leggere, guarda la tivù senza vederla, invece; c'è un qualcosa di autistico nei suoi comportamenti, spesso. Ha gli occhi truccati, le unghiette laccate, bei vestiti e bei gioielli. Uh come ci tiene, ancora. Solo che devono provvedere a tutto questo altre persone, e il suo gusto, la sua particolare raffinatezza sono andati persi, tutto è buttato lì un po' come alla rinfusa...e certe volte sembra una caricatura...Ma, vuoi per non offendere lei, vuoi per non urtare la sensibilità di chi si occupa quotidianamente di lei, faccio finta di nulla e la riempio di tanti complimenti. Che lei riceve volentieri. E' una delle poche volte che le vedo un bagliore di fierezza nello sguardo. Se poi le dicono che non ha una ruga (cosa vera peraltro) si compiace tutta, offrendo un mezzo sorrisetto soddisfatto. A volte pianta delle grane infinite, specie quando il Parkinson la blocca come se avesse uno scafandro addosso, ostiando e smadonnando (dice che Dio non doveva farle questo) e facendo i capricci a modo suo. Ci vuole la pazienza di Giobbe. Salvo poi trovartela, quando meno te l'aspetti, con punte di tenerezza e buonsenso che sbucano da chissà dove. Quando è così, capisco tutta la sua fragilità e mi vien da abbracciarla, prima ancora che come a una madre, come a una donna, una persona che ogni giorno combatte una battaglia immensa, e che certamente ha paura.
Ed io l' abbraccio. Ma non si abbandona mai totalmente. Non è una cosa negativa, alla fine. Vuol dire che il suo carattere è lì, sempre lì. La solita Maria scorzadura in pratica mi sta dicendo:"Presente!"
Postato da: NonSoCosaDireAvendoTantoDaDire alle 17:42 | plink |
commenti (3)
diario, sfoghi opinioni, ecco




